Cos'è l'infrastruttura cloud?
Cos'è l'infrastruttura cloud?

Con “infrastruttura cloud” si fa riferimento all’insieme dei componenti hardware e software, come server, storage, reti e risorse di virtualizzazione, forniti as-a-service tramite Internet. Include la tecnologia e i tool fondamentali necessari per creare, distribuire e gestire le applicazioni e i servizi nel cloud, garantendo scalabilità, flessibilità e contenimento dei costi per le organizzazioni.

Tempo di lettura: 11 minuti e 20 secondi | Pubblicazione: 6 maggio 2026

Indice

    Quali sono i componenti dell’infrastruttura cloud?

    L'infrastruttura cloud è composta da diversi elementi chiave che lavorano insieme per fornire risorse e servizi di elaborazione tramite Internet.

    • Elaborazione: CPU/GPU e istanze che eseguono i carichi di lavoro. Le unità di elaborazione (come computer o server) che eseguono le applicazioni e i servizi. Nel cloud, è possibile scalare facilmente le risorse verso l'alto o il basso in base alla domanda.
    • Storage: servizi a blocchi, file e oggetti con livelli di prestazioni diversi. Il cloud storage consente di salvare e recuperare i dati in diversi modi, ad esempio tramite file, database o backup. È possibile scegliere i tipi di archiviazione e i livelli di prestazioni in base alle esigenze.
    • Reti: VPC/VNet, bilanciatori di carico, gateway e SDN. Le reti connettono in modo sicuro le risorse cloud, consentendo la comunicazione tra applicazioni e utenti. Le reti virtuali, i firewall e i bilanciatori di carico contribuiscono alla gestione del traffico e alla sicurezza.
    • Virtualizzazione e container: hypervisor, Docker e Kubernetes. La virtualizzazione consente di eseguire più macchine virtuali su un singolo server fisico. I container, gestiti e scalati tramite Kubernetes, consolidano le applicazioni per un’esecuzione affidabile ovunque.
    • Orchestrazione e gestione: provisioning, policy e automazione. L'orchestrazione consiste nella gestione e nell’organizzazione automatica delle risorse cloud. I tool e le policy servono a configurarle, monitorarle e adattarle in modo efficiente.
    • Identità e sicurezza: IAM, MFA, KMS, crittografia e zero trust. La sicurezza controlla chi può accedere alle risorse cloud. La gestione delle identità e degli accessi (IAM), l'autenticazione a più fattori (MFA) e la crittografia proteggono i dati e i sistemi.
    • Protezione dei dati e disaster recovery: backup, replica e failover. Queste funzionalità proteggono i dati creando backup e copie in caso di guasti o disastri, garantendo un rapido ripristino.
    • Osservabilità: metriche, log, tracce e AIOps. L’osservabilità riflette la capacità di monitorare l’integrità e le prestazioni dei sistemi cloud. I tool forniscono dati e avvisi per individuare e risolvere i problemi tempestivamente.
    • Automazione e Infrastructure-as-Code (IaC): Terraform, pipeline e GitOps. L'automazione utilizza script e codice per configurare e gestire le risorse cloud, accelerando le distribuzioni e riducendo gli errori manuali.
    • FinOps: dimensionamento corretto, scalabilità automatica, prenotazioni e chargeback. FinOps interviene nella gestione dei costi del cloud. Contribuisce all’ottimizzazione della spesa adeguando le dimensioni delle risorse, scalando automaticamente, riservando la capacità e allocando i costi a diversi team o progetti.

    Qual è il ruolo dell'infrastruttura cloud nel cloud computing?

    L'infrastruttura cloud è un componente fondamentale del cloud computing, poiché fornisce tecnologie essenziali (virtualizzazione, server, storage e networking) per creare, distribuire e gestire i servizi e le applicazioni che si basano sul cloud. Migliora la scalabilità, la flessibilità e l’accessibilità economica con risorse di elaborazione on demand e pagamento basato sull’uso. Potenzia inoltre l'affidabilità, le prestazioni e la sicurezza tramite un'architettura ridondante, l'allocazione delle risorse e la protezione dei dati. Consente alle organizzazioni e agli individui di utilizzare risorse di elaborazione scalabili, affidabili e accessibili senza investire in hardware e infrastrutture.

    Quali sono i modelli di delivery dell'infrastruttura cloud?

    L'infrastruttura cloud può essere fornita attraverso diversi modelli di servizio, ognuno dei quali offre un equilibrio differente tra controllo, responsabilità e praticità. Ecco i tre modelli principali.

    • Infrastructure-as-a-Service (IaaS). IaaS è un modello di cloud computing in cui i provider offrono risorse di elaborazione virtualizzate, come server, storage e rete, tramite Internet. Nel modello IaaS, gli utenti gestiscono autonomamente i sistemi operativi, le applicazioni e il middleware, mentre il cloud provider è responsabile della manutenzione dell'hardware, della virtualizzazione e dell'infrastruttura di rete sottostanti. Questo consente alle aziende di distribuire e gestire l'infrastruttura IT in modo flessibile su vasta scala, senza la necessità di acquistare l’hardware fisico o di occuparsi della sua manutenzione.
    • Platform-as-a-service (PaaS). Il PaaS amplia l'infrastruttura cloud aggiungendo tool di sviluppo, middleware, database e sistemi operativi come servizi gestiti. Gli sviluppatori possono concentrarsi sulla programmazione e sulla distribuzione delle applicazioni, mentre il provider PaaS si occupa del provisioning, del dimensionamento e della manutenzione dell'infrastruttura e dei livelli software sottostanti.
    • Software-as-a-service (SaaS). Il SaaS si colloca al livello più alto, offrendo soluzioni software complete ospitate e gestite dal cloud provider. Gli utenti accedono alle applicazioni, come email, tool di collaborazione, suite per ufficio, CRM, risorse umane o ERP, tramite browser web o API, eliminando la necessità di installazione, aggiornamenti o gestione locale. Il SaaS sfrutta tutti i livelli dell'infrastruttura cloud, rendendo il software accessibile ovunque tramiten una connessione Internet.

    Quali sono i diversi tipi di infrastruttura cloud?

    L'infrastruttura cloud si presenta in diverse tipologie, ognuna progettata per specifici modelli di proprietà, posizioni di distribuzione ed esigenze aziendali.

    • Infrastruttura di cloud pubblico. Di proprietà e amministrata da provider terzi (come AWS, Azure, Google Cloud), l'infrastruttura di cloud pubblico si basa su data center gestiti dal fornitore stesso ed è accessibile tramite Internet. Le risorse sono condivise tra più utenti, il che rende il sistema altamente scalabile ed economicamente vantaggioso. I casi d'uso tipici includono le startup, le aziende che necessitano di rapida scalabilità e le organizzazioni che desiderano esternalizzare le operazioni IT.
    • Infrastruttura di cloud privato. L'infrastruttura di cloud privato è dedicata a una singola organizzazione e può essere gestita internamente o da terzi. Viene eseguita on-premise o all'interno del firewall aziendale, per maggiore controllo, personalizzazione e sicurezza. Ideale per le organizzazioni con rigidi requisiti di compliance, dati sensibili o carichi di lavoro specializzati che richiedono riservatezza.
    • Infrastruttura di cloud ibrido. L'infrastruttura di cloud ibrido combina cloud pubblici e privati, integrando entrambi gli ambienti per maggiore flessibilità. Consente alle organizzazioni di mantenere on-premise i dati e i carichi di lavoro critici, pur utilizzando le risorse di cloud pubblico per la gestione delle necessità secondarie o dei picchi di domanda. Comunemente utilizzata dalle aziende che desiderano ottimizzare le risorse, migliorare la resilienza e rispondere rapidamente alle esigenze in continua evoluzione.
    • Infrastruttura multi-cloud. L'infrastruttura multi-cloud utilizza simultaneamente più provider di cloud pubblico, in molti casi per evitare la dipendenza da un fornitore o per sfruttare i punti di forza specifici delle diverse piattaforme. Rimane di proprietà dell'organizzazione, ma viene eseguita in diversi data center esterni. I casi d'uso più comuni includono la gestione dei rischi, la ridondanza e l'accesso a servizi cloud specializzati.
    • Infrastruttura cloud edge. L'infrastruttura cloud edge distribuisce le risorse di elaborazione in posizioni più vicine al punto di generazione o di utilizzo dei dati (per esempio dispositivi IoT, sedi remote o data center locali). Di proprietà di service provider o aziende, opera al di fuori dei data center cloud centrali. Rappresenta la scelta ideale per applicazioni a bassa latenza, elaborazione dei dati in tempo reale e supporto alle operazioni remote.
    • Infrastruttura cloud sovrana. L'infrastruttura cloud sovrana è progettata per soddisfare i requisiti locali in materia di residenza dei dati, privacy e compliance normativa. Di proprietà e gestita da enti nazionali o regionali, opera entro i confini del Paese. Viene tipicamente utilizzata da governi, organizzazioni della pubblica amministrazione e aziende in settori regolamentati che necessitano di un controllo rigoroso a livello di posizione e accesso ai dati.

    Infrastruttura cloud e architettura cloud a confronto

    Aspetto
    Infrastruttura cloud
    Architettura cloud

    Definizione

    L'infrastruttura cloud comprende i componenti fisici e virtuali, come server, storage e networking, utilizzati per distribuire le risorse di elaborazione tramite Internet, creando la base del cloud computing.

    L'architettura cloud si riferisce alla progettazione e al layout dei servizi cloud, descrivendo in dettaglio le interazioni e le integrazioni dei componenti per soddisfare requisiti specifici, con scalabilità ed elevate prestazioni.

    Focus

    Mette in evidenza i componenti hardware e software necessari per fornire le risorse di elaborazione.

    Si concentra sulla progettazione complessiva, sul layout e sull'interconnessione dei componenti cloud per raggiungere obiettivi e funzionalità specifici.

    Componenti

    Include i componenti hardware, di virtualizzazione, di storage e di rete.

    Comprende vari elementi architettonici, come microservizi, API, protocolli di sicurezza e strategie di integrazione.

    Scopo

    Fornisce le basi e le risorse per eseguire le applicazioni, archiviare i dati e fornire i servizi tramite Internet.

    Guida la pianificazione e la progettazione di una soluzione cloud per soddisfare le specifiche esigenze aziendali, i requisiti prestazionali e gli obiettivi di scalabilità.

    Scalabilità

    Facilita la scalabilità consentendo l'allocazione dinamica delle risorse in base alla domanda.

    Definisce la scalabilità della soluzione cloud, garantendo che l'architettura si adatti ai carichi di lavoro e ai requisiti in continua evoluzione.

    Implementazione

    Comprende l'infrastruttura fisica e virtuale effettiva distribuita nei data center.

    Include il framework concettuale e logico progettato prima dell'effettiva distribuzione, concentrandosi sulle modalità di interazione dei diversi componenti.

    Esempi

    Server hardware, macchine virtuali, dispositivi di storage, apparecchiature di rete.

    Componenti applicativi, diagrammi di flusso dei dati, protocolli di sicurezza e service-oriented architecture.

    Cos’è l’architettura dell’infrastruttura cloud?

    L'architettura dell'infrastruttura cloud si riferisce alla progettazione e all'organizzazione strutturata delle risorse cloud, tra cui elaborazione, storage, rete e sicurezza, per operazioni cloud scalabili, sicure e affidabili. Ecco i modelli architettonici più comuni.

    • Landing zone. Un ambiente sicuro e preconfigurato per l'adozione del cloud e la distribuzione delle risorse.
    • Hub-and-spoke. Rete centralizzata e servizi condivisi (hub) con carichi di lavoro isolati (spoke) per scalabilità e controllo.
    • Zero trust. Modello di sicurezza in cui ogni richiesta di accesso viene verificata, indipendentemente dall’origine, per ridurre il rischio.
    • Data mesh/lakehouse. Approccio decentralizzato alla gestione e all'analisi dei dati, che consente un accesso scalabile e flessibile.
    • Enclave sicura. Ambienti isolati e protetti per carichi di lavoro o dati sensibili.
    • Connettività ibrida. Integrazione di risorse on-premise e cloud per operazioni senza interruzioni.

    Come scegliere il modello di infrastruttura cloud più adatto alla propria azienda?

    La scelta del modello di infrastruttura cloud più adatto dipende dalle esigenze tecniche, dai requisiti normativi e dai piani di crescita dell’organizzazione. Valutando alcuni fattori chiave è possibile determinare l’approccio più adatto ai carichi di lavoro, al budget e alla strategia a lungo termine.

    • Valutare le esigenze relative a sicurezza e compliance. Determinare i requisiti normativi, le problematiche relative alla privacy e la sensibilità dei dati. I cloud privati o sovrani possono soddisfare requisiti di compliance rigorosi.
    • Definire i requisiti dei carichi di lavoro. Valutare se i carichi di lavoro richiedono livelli elevati di personalizzazione e prestazioni oppure una bassa latenza. I cloud edge e privati sono preferibili per quelli specializzati o mission-critical.
    • Stimare le esigenze di scalabilità. Valutare con quale rapidità aumentare o diminuire le risorse. I modelli di cloud pubblico e ibrido eccellono nella scalabilità rapida e flessibile.
    • Valutare la struttura dei costi. Confrontare l'investimento iniziale con il modello di pagamento a consumo e i costi operativi ricorrenti. Il cloud pubblico offre un buon rapporto costi-benefici, mentre il cloud privato potrebbe comportare esborsi iniziali più elevati.
    • Misurare le capacità di gestione IT. Valutare la capacità del team di gestire l'infrastruttura ed effettuarne la manutenzione. Il cloud pubblico riduce i costi di gestione, mentre il cloud privato richiede maggiori competenze interne.
    • Esaminare i requisiti relativi alla residenza e alla sovranità dei dati. Verificare l’obbligo di conservare i dati entro specifici confini geografici. Le piattaforme cloud sovrane e locali contribuiscono al rispetto di queste prescrizioni..
    • Analizzare il disaster recovery e la continuità operativa. Verificare che il modello supporti strategie di backup, replica e failover. I cloud ibridi e pubblici spesso includono opzioni di DR integrate.
    • Pianificare tenendo a mente la flessibilità e la crescita futura. Scegliere un modello in grado di adattarsi alle esigenze aziendali e ai carichi di lavoro in costante evoluzione. Le soluzioni ibride e multi-cloud offrono flessibilità a lungo termine.
    • Consultare gli stakeholder e gli esperti. Coinvolgere i responsabili IT, della sicurezza, del reparto finanziario e delle linee di business nel processo decisionale per garantire l'allineamento con gli obiettivi aziendali.

    Qual è l'impatto economico del passaggio all'infrastruttura cloud?

    Il passaggio all'infrastruttura cloud può avere un impatto significativo sui costi e sulle operazioni di un'azienda: l'adozione del cloud permette di passare da ingenti spese capitali iniziali a costi flessibili basati sull'utilizzo. Attraverso le pratiche FinOps, le organizzazioni possono ottimizzare la spesa con strategie come il dimensionamento corretto delle risorse, la scalabilità automatica e le istanze riservate. Il monitoraggio avanzato, AIOps (AI per le operazioni IT) e SRE (Site Reliability Engineering) contribuiscono a ridurre il downtime, migliorare l'efficienza e automatizzare le attività di routine, generando risparmi operativi.

    I cloud provider offrono anche soluzioni di disaster recovery (DR) con diversi livelli in termini di RPO e RTO, consentendo alle aziende di selezionare il grado di protezione adeguato senza mantenere costose infrastrutture duplicate.

    In che modo l'infrastruttura cloud può ottimizzare il disaster recovery e la continuità operativa?

    L'infrastruttura cloud svolge un ruolo chiave nella resilienza aziendale in caso di interruzioni. Sfruttando risorse remote e scalabili, le organizzazioni possono proteggere i dati critici, garantire l’operatività e ripristinare i sistemi più rapidamente a seguito di eventi imprevisti. Il cloud semplifica inoltre la gestione e la verifica dei piani di ripristino, consentendo di concentrarsi sul core business aziendale e di ridurre al contempo il downtime. Ecco i vantaggi principali.

    • Miglioramento del Disaster recovery. Le opzioni di ripristino flessibili, i backup automatizzati e i data center geograficamente distribuiti migliorano la resilienza. I modelli di determinazione dei prezzi del cloud riducono i costi iniziali e consentono di testare più facilmente i piani di ripristino. La riduzione al minimo degli RPO e il raggiungimento degli RTO diventano operazioni più rapide e affidabili.
    • Potenziamento della continuità operativa. Il failover quasi istantaneo garantisce la continuità operativa con interruzioni minime. I dipendenti possono accedere ai sistemi da remoto, i picchi improvvisi di domanda vengono gestiti facilmente scalando e i provider garantiscono la sicurezza fisica e della manutenzione. Il risultato è un aumento dell’uptime e dell’affidabilità dell’ambiente aziendale.

     

    Quali sono le considerazioni di sicurezza critiche per l'infrastruttura cloud?

    La protezione dell'infrastruttura cloud richiede una profonda comprensione del modello di responsabilità condivisa e un'attenzione particolare ai controlli a livello di dati, identità e rete. Il passaggio da un perimetro definito a un ambiente distribuito richiede un approccio zero trust.

    Il modello di responsibilità condivisa

    • Le fondamenta della fiducia. La sicurezza è uno sforzo condiviso in cui il provider (AWS, Azure, GCP) protegge l'infrastruttura fisica e l'hypervisor, mentre il cliente è responsabile di tutti i componenti "nel" cloud, tra cui i dati, il sistema operativo e le configurazioni di rete.

    Gestione di accessi e identità (IAM)

    • Principio del privilegio minimo (PoLP). La policy limita rigorosamente le autorizzazioni al minimo indispensabile per lo svolgimento dell’attività, al fine di impedire che account con privilegi eccessivi diventino importanti vettori di attacco.
    • Autenticazione solida. Applica l'autenticazione a più fattori (MFA) a tutti gli utenti umani e migra l'accesso programmatico a credenziali di sicurezza temporanee, come ruoli IAM o token di breve durata, per eliminare le chiavi di accesso a lungo termine.
    • Autorizzazione da servizio a servizio. Utilizza identità o ruoli gestiti per l’interazione con i servizi cloud, rimuovendo il cosiddetto "anti-pattern" di memorizzazione delle credenziali statiche all'interno del codice dell'applicazione.
    • Federazione delle identità. Centralizza la gestione degli utenti integrando l’IAM cloud con i provider aziendali (Okta, Active Directory) attraverso standard come SAML 2.0 o OIDC.

    Crittografia e protezione dei dati

    • Crittografia dei dati inattivi. Protegge i dati sensibili nell’object storage o nel block storage con AES-256 tramite servizi di gestione delle chiavi (KMS) o moduli di sicurezza hardware (HSM).
    • Crittografia in transito. Protegge l'integrità dei dati garantendo che tutte le comunicazioni, sia interne sia esterne, utilizzino il TLS 1.2 o versioni successive.
    • Prevenzione della perdita di dati (DLP). Distribuisce tool automatizzati per scansionare, classificare e proteggere le informazioni di identificazione personale o i dati sensibili dall'esposizione accidentale all'interno dei servizi cloud.

    Sicurezza di rete e perimetrale

    • Configurazione e segmentazione del cloud privato virtuale. Isola le applicazioni in sottoreti specifiche in base ai livelli di fiducia, in modo che gli asset accessibili al pubblico siano logicamente separati dai database privati.
    • Gruppi di sicurezza e NACL. Implementa firewall virtuali stateful e stateless per controllare rigorosamente il traffico inbound e outbound in base a protocolli e porte specifici.
    • WAF e difesa perimetrale. Utilizza firewall per applicazioni web allo scopo di mitigare le minacce comuni, come gli attacchi di tipo SQL injection e XSS all’edge.
    • Monitoraggio IDS/IPS. Distribuisce sistemi di rilevamento e prevenzione delle intrusioni cloud-native per monitorare il traffico alla ricerca di modelli dannosi e anomalie.

    Gestione della configurazione e delle vulnerabilità

    • Gestione delle derive di configurazione. Utilizza tool di governance (come AWS Config o Azure Policy) per verificare le risorse rispetto ai benchmark CIS e attivare la correzione automatica per gli asset non conformi.
    • Hardening dell'immagine. Standardizza la distribuzione attraverso le "golden image" a cui sono state preapplicate le patch, dopo avere eliminato i servizi non necessari per ridurre la superficie di attacco.
    • Scansione automatizzata delle vulnerabilità. Esegue la scansione continua delle immagini del sistema operativo, del codice delle applicazioni e dei container per identificare e correggere le vulnerabilità CVE note prima che possano essere sfruttate.

    Le soluzioni per l’infrastruttura cloud di HPE

    HPE offre un'ampia gamma di soluzioni per l’infrastruttura cloud in risposta a diverse esigenze aziendali.

    • HPE Aruba Networking Central: centralizza l'amministrazione della rete per estendere l’efficienza e la sicurezza a tutta l'azienda.
    • Data Services Cloud Console (DSCC): centralizza la gestione e l'ottimizzazione delle risorse cloud. DSCC funziona in modo ottimale con i servizi GreenLake, tra cui backup e ripristino, file storage e block storage, per un'esperienza utente coerente.
    • GreenLake for Private Cloud Enterprise: combina l'agilità e la scalabilità del cloud computing con un'infrastruttura on-premise specifica per l'azienda.
    • GreenLake for Private Cloud Business Edition: accelera l'innovazione e la crescita con una soluzione di cloud privato agile, affidabile ed economicamente vantaggiosa.
    • GreenLake: accelera la trasformazione digitale con una strategia IT basata sull’uso effettivo, in grado di scalare senza compromessi in termini di prestazioni o controllo.
    • Cloud ibrido HPE: soddisfa le esigenze dinamiche delle aziende moderne con un'architettura di cloud ibrido che associa infrastruttura on-premise e servizi cloud. Unifica e ottimizza l'IT con un'infrastruttura on-premise e servizi cloud senza problemi.
    • HPE Application Modernization Services: modernizza le applicazioni obsolete trasformandole in soluzioni cloud-native per potenziare l'innovazione, incrementare l'efficienza e migliorare l'esperienza utente.

    HPE Transformation Services—Edge-to-Cloud Modernization Program: consulenza e assistenza strategiche per aggiornare l’infrastruttura IT dall'edge al cloud, per un'integrazione e un'ottimizzazione senza problemi nell'intero ambiente IT.

    Domande frequenti

    Quali sono i vantaggi dell’infrastruttura cloud?

    L'infrastruttura cloud offre numerosi vantaggi chiave che la rendono una componente fondamentale dei moderni ambienti di cloud computing. Consente alle organizzazioni di accedere a risorse di elaborazione, storage e rete on demand, senza la necessità di acquistare o gestire l’hardware fisico.

    Ecco i vantaggi più comuni.

    • Contenimento dei costi. Numerosi cloud provider utilizzano un modello di determinazione dei prezzi a consumo, che consente alle aziende di evitare ingenti investimenti iniziali in infrastrutture.
    • Scalabilità e flessibilità. Le organizzazioni possono scalare istantaneamente le risorse dell'infrastruttura cloud verso l'alto o il basso per supportare i carichi di lavoro variabili, la domanda stagionale o la crescita aziendale.
    • Affidabilità e disponibilità. I principali cloud provider gestiscono data center distribuiti a livello globale, progettati per garantire uptime elevato, ridondanza integrata e solidi controlli di sicurezza.

    Nel loro insieme, queste funzionalità consentono di aumentare l'agilità, ridurre i costi IT e distribuire le applicazioni più rapidamente.

    Qual è il ruolo dell'infrastruttura cloud nel cloud computing?

    L’infrastruttura cloud costituisce le fondamenta del cloud computing, poiché fornisce le risorse di base necessarie per eseguire le applicazioni e i servizi in questo ambiente.

    • Elaborazione: macchine virtuali e potenza di elaborazione
    • Storage: sistemi di storage dati scalabili
    • Rete: connettività tra applicazioni, utenti e servizi

    Questi componenti supportano i servizi cloud di livello superiore come Infrastructure-as-a-Service (IaaS), Platform-as-a-Service (PaaS) e Software-as-a-Service (SaaS). Di conseguenza, l'infrastruttura cloud funge da "livello hardware" sottostante che consente di creare, implementare e scalare le applicazioni senza gestire i server fisici.

    Che ruolo hanno i container e Kubernetes nell'infrastruttura cloud?

    I container e Kubernetes rappresentano tecnologie essenziali per le moderne infrastrutture cloud e per le applicazioni cloud-native.

    1. I container, generalmente creati con tool come Docker, assemblano le applicazioni e le loro dipendenze in unità leggere e portatili eseguibili in modo coerente in ambienti diversi.

    2. Kubernetes funge da piattaforma di orchestrazione dei container. Automatizza la distribuzione, il dimensionamento e la gestione dei container su cluster di risorse di infrastruttura cloud.

    3. All’interno di un ambiente cloud, Kubernetes consente alle organizzazioni di:

    • eseguire applicazioni containerizzate su più server;
    • scalare automaticamente i carichi di lavoro in base alla domanda;
    • garantire l'affidabilità delle applicazioni tramite funzionalità di autoriparazione e monitoraggio.

    4. Questa architettura consente di creare applicazioni flessibili e portatili che funzionano in modo efficiente su infrastrutture di cloud pubblico, privato e ibrido.

    Come si protegge un'infrastruttura cloud (identità, rete, dati, compliance)?

    La protezione dell'infrastruttura cloud richiede la salvaguardia di più livelli dell'ambiente, tra cui l'identità, l'accesso alla rete, la protezione dei dati e la compliance normativa.

    Le organizzazioni implementano generalmente diverse pratiche di sicurezza fondamentali.

    • Gestione di accessi e identità (IAM). I tool IAM applicano il principio del privilegio minimo, garantendo che gli utenti e le applicazioni accedano solo alle risorse di cui hanno bisogno.
    • Protezione della rete. Tecnologie come i cloud privati virtuali (VPC), i firewall e la segmentazione della rete isolano i carichi di lavoro e proteggono i sistemi interni.
    • Crittografia dei dati. La crittografia protegge i dati sensibili in transito e inattivi.
    • Monitoraggio della compliance. I tool di registrazione, verifica e monitoraggio consentono di mantenere la compliance con standard quali SOC 2, HIPAA e GDPR.

    Una strategia di protezione assoluta a più livelli contribuisce a ridurre i rischi, garantendo al contempo la sicurezza delle operazioni cloud.

    Come si stima e si ottimizza il costo dell'infrastruttura cloud (FinOps)?

    Le organizzazioni gestiscono i costi dell'infrastruttura cloud attraverso una disciplina nota come FinOps (operazioni finanziarie per il cloud computing). FinOps consente ai team di monitorare le spese, prevedere l'utilizzo e ottimizzare continuamente l'efficienza delle risorse cloud.

    La gestione dei costi in genere prevede tre attività chiave.

    • Stima dei costi. Le aziende utilizzano calcolatori di prezzi cloud e tool di previsione per stimare il costo delle risorse di elaborazione, storage e rete.
    • Monitoraggio dei costi. I team tengono traccia della spesa cloud e dell'utilizzo delle risorse per identificare le inefficienze o gli usi imprevisti.
    • Ottimizzazione dei costi. Le tecniche di ottimizzazione più comuni includono il dimensionamento corretto dei carichi di lavoro, l'utilizzo della capacità riservata o dei piani di risparmio e l'automazione della disattivazione degli ambienti non di produzione.

    Queste pratiche consentono alle organizzazioni di mantenere una spesa cloud prevedibile, massimizzando al contempo l'efficienza dell'infrastruttura.

    Come si garantiscono la disponibilità, il backup e il disaster recovery?

    Un'infrastruttura cloud affidabile richiede strategie per l'alta disponibilità, il backup e il disaster recovery (DR).

    La maggior parte delle architetture cloud si basa su tre pratiche chiave di resilienza.

    • Alta disponibilità. Le applicazioni sono distribuite su più zone di disponibilità (AZ) in modo che le operazioni continuino anche in caso di guasto di un singolo data center.
    • Backup e protezione dei dati. Snapshot, backup e repliche automatizzati garantiscono il ripristino rapido dei dati aziendali importanti.
    • Pianificazione del disaster recovery. Le organizzazioni creano piani di ripristino collaudati che consentono di ripristinare i carichi di lavoro in un'altra regione o ambiente cloud in caso di interruzione importante.

    Insieme, queste funzionalità consentono di garantire l’uptime e proteggere i dati critici durante le interruzioni.

    In che modo l'infrastruttura cloud supporta i carichi di lavoro AI/ML?

    L'infrastruttura cloud costituisce un elemento abilitante fondamentale per i carichi di lavoro di intelligenza artificiale (AI) e machine learning (ML). Le applicazioni AI richiedono un'enorme potenza di elaborazione e grandi set di dati. L'offerta dei cloud provider è pensata per supportare efficacemente questi carichi di lavoro.

    • Hardware di elaborazione specializzato. L'accesso on demand a GPU e TPU accelera l'addestramento dei modelli e l'inferenza dell'AI.
    • Storage dati scalabile. Le piattaforme cloud forniscono sistemi di storage in grado di gestire enormi set di dati per l'addestramento del machine learning.
    • Servizi AI gestiti. Piattaforme come i tool di sviluppo machine learning e i servizi di distribuzione dei modelli semplificano l'intero ciclo di vita dell'AI.

    Questa infrastruttura consente alle organizzazioni di creare e distribuire le applicazioni AI senza la necessità di investire in costosi hardware on-premise.

    Quali KPI misurano il successo di un'infrastruttura cloud?

    Le organizzazioni valutano le prestazioni dell'infrastruttura cloud attraverso diversi Key Performance Indicator (KPI) che misurano affidabilità, prestazioni, efficienza dei costi e sicurezza. Ecco i KPI comuni per l'infrastruttura cloud.

    • Affidabilità e disponibilità. Metriche come la percentuale di uptime e il tempo medio di ripristino (MTTR) misurano la resilienza del sistema.
    • Prestazioni. Indicatori come latenza, throughput e tempo di risposta delle applicazioni mostrano l'efficienza con cui vengono eseguiti i carichi di lavoro.
    • Contenimento dei costi. I team tengono traccia della spesa per il cloud, dell'allineamento del budget e dei tassi di utilizzo dell'infrastruttura.
    • Livello di sicurezza. Metriche come gli incidenti di sicurezza, i tempi di applicazione delle patch per le vulnerabilità e lo stato della compliance contribuiscono a garantire che l'infrastruttura rimanga sicura.

    Questi KPI consentono alle organizzazioni di migliorare continuamente le prestazioni del cloud e l'efficienza operativa.

    Qual è il futuro dell'infrastruttura cloud?

    Il futuro dell'infrastruttura cloud diventa sempre più distribuito, automatizzato e intelligente. Diverse tendenze chiave plasmano la prossima generazione di ambienti cloud.

    • Elaborazione serverless. Gli sviluppatori possono eseguire le applicazioni senza gestire i server, consentendo all'infrastruttura di scalare automaticamente.
    • Edge computing. L'elaborazione dei dati più vicina agli utenti e ai dispositivi riduce la latenza e supporta le applicazioni in tempo reale.
    • Operazioni basate sull’AI (AIOps). L'AI viene utilizzata in misura crescente per monitorare, ottimizzare e automatizzare la gestione dell’infrastruttura.
    • Infrastruttura cloud sostenibile. I provider investono in data center a basso consumo energetico e in tecnologie cloud sostenibili per ridurre l'impatto ambientale.

    Nel loro insieme, questi trend danno vita a piattaforme cloud più scalabili, intelligenti ed efficienti.

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